Il complemento predicativo: verbi, differenze ed esercizi

Il complemento predicativo è un nome o un aggettivo che completa il significato del verbo e, nello stesso tempo, si riferisce al soggetto o al complemento oggetto, indicandone una qualità, una condizione o un ruolo. Se si riferisce al soggetto si chiama predicativo del soggetto («Luca sembra stanco»); se si riferisce all'oggetto si chiama predicativo dell'oggetto («Hanno eletto Luca capoclasse»). Non ha una domanda propria: si riconosce dal verbo che lo regge, che senza di esso resterebbe incompleto.

Il predicativo del soggetto

Il predicativo del soggetto compare con i verbi copulativi, cioè verbi che, come la copula essere, hanno bisogno di un nome o di un aggettivo per completare il loro significato. I gruppi principali sono:

  • verbi che indicano apparenza, stato o cambiamento: sembrare, parere, apparire, diventare, divenire, restare, rimanere, nascere, vivere, morire;
  • verbi appellativi al passivo: essere chiamato, essere detto, essere soprannominato;
  • verbi elettivi al passivo: essere eletto, essere nominato, essere proclamato, essere scelto;
  • verbi estimativi al passivo: essere considerato, essere ritenuto, essere giudicato, essere stimato;
  • verbi effettivi al passivo: essere reso, essere fatto.

Esempi:

  • «Dopo la corsa Luca sembrava stanchissimo».
  • «Mia cugina è diventata pediatra».
  • «Il negozio è rimasto chiuso per tutto agosto».
  • «Giulia è stata eletta capoclasse».
  • «Leonardo da Vinci è considerato un genio».
  • «Lorenzo de' Medici fu detto il Magnifico».

Quando è un aggettivo, il predicativo del soggetto concorda con il soggetto nel genere e nel numero: «Le strade sono rimaste deserte».

Il predicativo dell'oggetto

Il predicativo dell'oggetto si riferisce al complemento oggetto e compare con gli stessi gruppi di verbi, usati però in forma attiva:

  • appellativi: chiamare, dire, soprannominare;
  • elettivi: eleggere, nominare, proclamare, scegliere;
  • estimativi: considerare, ritenere, giudicare, stimare, credere;
  • effettivi: rendere, fare.

Esempi:

  • «I compagni hanno eletto Matteo capoclasse».
  • «Gli amici chiamano Francesco Ciccio».
  • «L'allenatore ha nominato Sara capitano».
  • «Considero Elena la mia migliore amica».
  • «Questa notizia mi ha reso felice»: mi è complemento oggetto, felice è predicativo dell'oggetto.

La prova migliore è volgere la frase al passivo: l'oggetto diventa soggetto e il predicativo dell'oggetto diventa predicativo del soggetto. «I compagni hanno eletto Matteo capoclasse» diventa «Matteo è stato eletto capoclasse dai compagni».

Predicativi introdotti da «come», «da», «per»

A volte il predicativo è preceduto da come, da, per o quale: «Lavora come cameriere», «Lo hanno scelto come capitano», «Mi hanno preso per un turista», «Ti parlo da amico». Molti libri li analizzano come predicativi del soggetto o dell'oggetto; altri li classificano in modo diverso, per esempio come complementi di modo. Segui la convenzione del tuo manuale.

Predicativo o nome del predicato?

Con la copula essere il nome o l'aggettivo si chiama nome del predicato e insieme alla copula forma il predicato nominale: «Luca è stanco». Con un verbo copulativo diverso da essere, invece, il verbo è predicato verbale e il nome o l'aggettivo è predicativo del soggetto: «Luca sembra stanco». Alcuni manuali considerano anche questa costruzione un predicato nominale. Attenzione al passivo: «Giulia è stata eletta capoclasse» non contiene un predicato nominale, perché è stata eletta è un verbo in forma passiva.

Predicativo o attributo?

L'attributo si unisce direttamente al nome, senza passare dal verbo, e si può togliere senza che il verbo perda significato: «Ho conosciuto un'amica simpatica» (attributo). Il predicativo, invece, è legato al verbo: in «Considero Anna simpatica», togliendo l'aggettivo la frase cambia senso. A volte la stessa frase permette due letture. In «Ho trovato la porta aperta», se intendi «tra tante porte ho trovato quella aperta», aperta è attributo; se intendi «quando sono arrivato la porta era aperta», è predicativo dell'oggetto. Con l'ordine «Ho trovato aperta la porta» resta solo la seconda lettura.

Predicativo o apposizione?

Anche l'apposizione è un nome riferito a un altro nome, ma non dipende dal verbo e di solito si può eliminare: «Mio zio, ingegnere, vive a Torino» (apposizione del soggetto). In «Mio zio è diventato ingegnere» il nome completa il verbo diventare, che senza di esso resterebbe sospeso: è predicativo del soggetto.

Errori frequenti

  • Vedere due complementi oggetto in «Hanno eletto Matteo capoclasse»: l'oggetto è solo Matteo; capoclasse è predicativo dell'oggetto.
  • Chiamare predicativo il nome del predicato: con essere usato come copula non c'è predicativo.
  • Dimenticare che il passivo cambia l'analisi: dall'attivo al passivo il predicativo dell'oggetto diventa predicativo del soggetto.
  • Confondere predicativo e complemento di modo: in «Camminava tranquillo» l'aggettivo concorda con il soggetto ed è predicativo del soggetto; in «Camminava tranquillamente» l'avverbio indica il modo.

Esercizio: trova il complemento predicativo

1. «Dopo la vacanza Marta sembrava più riposata.»

Soluzione

più riposata: predicativo del soggetto; Marta: soggetto; Dopo la vacanza: complemento di tempo determinato.

2. «La giuria ha proclamato vincitore il film francese.»

Soluzione

vincitore: predicativo dell'oggetto; il film: complemento oggetto; francese: attributo del complemento oggetto; La giuria: soggetto; ha proclamato: predicato verbale.

3. «Mio fratello è diventato maggiorenne a marzo.»

Soluzione

maggiorenne: predicativo del soggetto; Mio fratello: soggetto (Mio: attributo); a marzo: complemento di tempo determinato.

4. «Gli studenti giudicano la prova troppo difficile.»

Soluzione

troppo difficile: predicativo dell'oggetto; la prova: complemento oggetto; Gli studenti: soggetto.

5. «Laura Neri, insegnante di storia, è stata nominata preside.»

Soluzione

preside: predicativo del soggetto; Laura Neri: soggetto; insegnante: apposizione del soggetto; di storia: complemento di specificazione; è stata nominata: predicato verbale in forma passiva.

Per controllare una frase, scrivila nell'analizzatore di questa pagina: potrai verificare se il nome o l'aggettivo che hai trovato è un predicativo, un nome del predicato o un attributo.

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Domande frequenti

Che differenza c'è tra predicativo del soggetto e predicativo dell'oggetto?

Il predicativo del soggetto si riferisce al soggetto e compare con verbi come sembrare, diventare, restare o con verbi passivi come essere eletto ed essere considerato. Il predicativo dell'oggetto si riferisce al complemento oggetto e compare con verbi attivi come eleggere, nominare, chiamare e considerare.

Con il verbo essere c'è il complemento predicativo?

Quando «essere» è copula, cioè collega il soggetto a un nome o a un aggettivo, si parla di nome del predicato e di predicato nominale, non di predicativo. Il predicativo del soggetto compare con «essere» solo nelle forme passive di verbi come eleggere o nominare: «È stato eletto sindaco».

Il complemento predicativo può essere un aggettivo?

Sì. Il predicativo può essere un nome («È diventato medico») o un aggettivo («Sembra felice», «Ti trovo stanco»). Se è un aggettivo concorda nel genere e nel numero con il soggetto o con il complemento oggetto a cui si riferisce.

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