L'analisi del periodo serve a capire come sono organizzate le proposizioni di una frase complessa. Si fa in tre passaggi: si individuano i predicati per dividere il periodo in proposizioni, si trova la proposizione principale (quella che regge le altre e ha senso compiuto da sola) e si stabilisce, per ogni altra proposizione, se è coordinata (sullo stesso piano) o subordinata (dipendente), di che tipo e di quale grado.
Proposizione e periodo
La proposizione è una frase con un solo predicato: «Il sole tramonta». Il periodo è un insieme di una o più proposizioni che esprime un pensiero compiuto e termina con un punto fermo, interrogativo o esclamativo: «Il sole tramonta e il cielo diventa rosso». Il periodo con una sola proposizione si chiama semplice; con due o più proposizioni si chiama composto. Alcuni testi distinguono il periodo composto, con sole coordinate, dal periodo complesso, che contiene subordinate.
La proposizione principale
La principale (o indipendente) ha il verbo di modo finito e non dipende da nessun'altra proposizione. A seconda di ciò che esprime può essere enunciativa («Domani parto»), interrogativa («Domani parti?»), esclamativa («Che bel viaggio hai fatto!») o volitiva, cioè esprimere un ordine, un'esortazione o un desiderio («Parti subito!», «Partiamo insieme», «Potessi partire anch'io!»).
Coordinate e subordinate
Due proposizioni sono coordinate quando sono sullo stesso piano: sono unite da una congiunzione coordinante (e, ma, o, quindi, infatti…) oppure sono semplicemente affiancate con una virgola (coordinazione per asindeto).
- «Ho finito i compiti e sono uscito»: la seconda è coordinata alla principale.
- «Entrò, salutò, si sedette»: tre proposizioni coordinate per asindeto.
Una proposizione è subordinata quando dipende da un'altra, detta reggente, e da sola non avrebbe senso compiuto: «Esco quando smette di piovere». È introdotta da una congiunzione subordinante (perché, quando, se, che, sebbene…), da un pronome relativo o da un interrogativo, oppure ha il verbo in un modo indefinito.
I gradi di subordinazione
Una subordinata che dipende direttamente dalla principale è di primo grado; se dipende da una subordinata di primo grado è di secondo grado, e così via. Esempio: «Luca dice che verrà alla festa se finirà presto il lavoro».
- Luca dice: proposizione principale
- che verrà alla festa: subordinata oggettiva di primo grado (dipende da dice)
- se finirà presto il lavoro: subordinata condizionale di secondo grado (dipende da verrà)
Anche una subordinata può avere coordinate: in «Spero che tu venga e che porti tua sorella» la proposizione che porti tua sorella è coordinata alla subordinata oggettiva di primo grado, e quindi è anch'essa un'oggettiva di primo grado.
Forma esplicita e forma implicita
Una subordinata è esplicita quando ha il verbo di modo finito (indicativo, congiuntivo, condizionale) ed è implicita quando ha il verbo di modo indefinito (infinito, gerundio, participio). Spesso la stessa idea si può esprimere nei due modi:
- «Penso che passerò l'esame» (esplicita) e «Penso di passare l'esame» (implicita): oggettiva.
- «Poiché era stanco, andò a letto» e «Essendo stanco, andò a letto»: causale.
- «Dopo che ebbe finito i compiti, uscì» e «Finiti i compiti, uscì»: temporale.
Come si fa: il metodo passo per passo
- Sottolinea tutti i predicati, compresi infiniti, gerundi e participi che reggono una proposizione. Ricorda che servili e fraseologici formano un unico predicato con l'infinito.
- Dividi il periodo in proposizioni, segnando i confini con una barra: ogni proposizione comprende il suo predicato, il suo soggetto e i suoi complementi.
- Trova la principale: non è introdotta da congiunzioni subordinanti o da pronomi relativi e ha il verbo di modo finito. Non è detto che sia la prima.
- Classifica le altre: coordinata o subordinata? Se è subordinata, di che tipo (oggettiva, causale, relativa…), di quale grado, esplicita o implicita?
- Controlla le dipendenze con uno schema ad albero o a scalini: la principale in alto, sotto le subordinate di primo grado, ancora più in basso quelle di secondo grado.
Un esempio completo
«Siccome pioveva, Sara è rimasta a casa e ha letto il libro che le aveva regalato Paolo».
- Sara è rimasta a casa: proposizione principale
- Siccome pioveva: subordinata causale di primo grado, esplicita
- e ha letto il libro: coordinata copulativa alla principale
- che le aveva regalato Paolo: subordinata relativa di primo grado, esplicita, che dipende dalla coordinata ha letto il libro
Gli errori più frequenti
- Pensare che la principale sia sempre la prima proposizione: nell'esempio precedente la prima è una causale.
- Contare due proposizioni con i verbi servili: «Posso uscire?» è una sola proposizione.
- Dimenticare le implicite: anche un infinito o un gerundio possono formare una proposizione (uscendo di casa, per non sbagliare).
- Classificare una subordinata solo dalla parola che la introduce: che può introdurre un'oggettiva, una soggettiva, una dichiarativa, una consecutiva oppure essere un pronome relativo.
- Sbagliare il grado di una subordinata che dipende da una coordinata alla principale: è comunque di primo grado.
L'analizzatore della pagina divide il periodo in proposizioni coordinate e subordinate e ne mostra uno schema di base: è un supporto utile per controllare, ma le classificazioni più fini possono variare e prevalgono le indicazioni dell'insegnante e del libro di testo. Incolla qui sotto il periodo del tuo esercizio e verifica la tua analisi.