Il complemento di specificazione precisa il significato di un nome e risponde alle domande «di chi?» o «di che cosa?»; è introdotto dalla preposizione di, semplice o articolata. Il complemento di termine indica la persona, l'animale o la cosa a cui è diretta l'azione o su cui essa «termina»; risponde alle domande «a chi?» o «a che cosa?» ed è introdotto dalla preposizione a. In «Ho dato il quaderno di Luca alla maestra» di Luca è specificazione e alla maestra è termine.
Il complemento di specificazione
A differenza di molti altri complementi, la specificazione di solito non dipende dal verbo ma da un nome, di cui chiarisce il senso: «la casa» è generico, «la casa di Paolo» no.
- «La macchina di mio padre è in garage».
- «Ho perso le chiavi di casa».
- «Il canto degli uccelli mi sveglia ogni mattina».
- «La capitale della Francia è Parigi».
Specificazione soggettiva e oggettiva
Quando il nome deriva da un verbo, alcuni libri distinguono due tipi. La specificazione è soggettiva se indica chi compie l'azione: «l'arrivo dei nonni» (i nonni arrivano). È oggettiva se indica chi o che cosa la subisce: «la scoperta dell'America» (qualcuno scopre l'America), «la paura del buio».
Un aiuto pratico: spesso la specificazione si può sostituire con un aggettivo possessivo. «Il libro di Marco» diventa «il suo libro»; in questo caso suo è un attributo.
Il complemento di termine
Compare con verbi come dare, dire, scrivere, regalare, prestare, mandare, spiegare, rispondere, telefonare, obbedire, e con aggettivi come utile, simile, fedele, caro.
- «Ho spedito una cartolina ai nonni».
- «Il professore ha spiegato la regola alla classe».
- «Stasera telefono a Carla».
- «Questo dizionario è utile agli studenti».
I pronomi come complemento di termine
Molto spesso il termine è un pronome atono: mi (a me), ti (a te), gli (a lui; nell'uso comune anche a loro), le (a lei), ci (a noi), vi (a voi). Nella lingua più curata, per «a loro» si usa anche loro dopo il verbo.
- «Gli ho chiesto un favore» (a lui).
- «Le ho mandato un messaggio» (a lei).
- «Mi presti la penna?» (a me).
- «Ho detto loro la verità» (a loro).
Mi, ti, ci, vi possono essere anche complementi oggetto: «Mi aiuti?» vale «aiuti me» (oggetto), «Mi scrivi?» vale «scrivi a me» (termine). La guida sul complemento oggetto spiega questa prova nel dettaglio.
Il termine con «piacere», «sembrare», «servire», «mancare»
Con questi verbi la persona interessata è complemento di termine e il soggetto viene spesso dopo il verbo:
- «A Giulia piace il gelato»: il gelato è soggetto.
- «Mi manca il mare»: il mare è soggetto.
- «Ci servono due uova»: due uova è soggetto.
Specificazione o partitivo?
Il complemento partitivo indica il tutto da cui si prende una parte e risponde a «tra chi? tra che cosa?». Dipende da numerali, pronomi indefiniti o superlativi: «Alcuni dei miei compagni giocano a calcio», «Tre di noi resteranno», «È il più alto della classe». Diverso ancora è l'articolo partitivo di «Ho comprato del pane», che non introduce un complemento indiretto ma un complemento oggetto partitivo.
Specificazione o argomento?
Il complemento di argomento indica di che cosa si parla, si scrive o si pensa e risponde a «di che cosa? intorno a che cosa?». Dipende di solito da verbi come parlare, discutere, raccontare, pensare: «Abbiamo parlato delle vacanze». Si riconosce perché si può sostituire con riguardo a o su. Per espressioni come «un libro di storia» i manuali non sono concordi: alcuni parlano di argomento, altri di specificazione.
Termine o moto a luogo?
La preposizione a introduce anche il moto a luogo. Il termine indica chi riceve l'azione, il moto a luogo indica una destinazione: «Scrivo a Giulia» (termine) e «Vado a Genova» (moto a luogo). Con lo stesso verbo cambia tutto: «Ho spedito il pacco a mia zia» (termine) e «Ho spedito il pacco a Milano» (moto a luogo).
Errori frequenti
- Usare gli riferito a una donna: se parli di Maria, si dice «Le ho detto tutto», non «Gli ho detto tutto».
- Prendere la persona per il soggetto con piacere e mancare: in «A Marco piacciono i film» il soggetto è i film.
- Chiamare specificazione ogni gruppo con di: di introduce anche argomento, partitivo, materia («un tavolo di legno»), causa («morire di fame»).
- Chiamare termine ogni gruppo con a: «a Roma» è luogo, «a mezzogiorno» è tempo, «a piedi» è mezzo.
Esercizio: specificazione o termine?
1. «Il fratello di Chiara studia medicina.»
Soluzione
di Chiara: complemento di specificazione; Il fratello: soggetto; medicina: complemento oggetto.
2. «Ho prestato i miei appunti a Davide.»
Soluzione
a Davide: complemento di termine; i miei appunti: complemento oggetto, in cui miei è attributo; (io): soggetto sottinteso.
3. «Le ho raccontato la trama del film.»
Soluzione
Le: complemento di termine (a lei); la trama: complemento oggetto; del film: complemento di specificazione; (io): soggetto sottinteso.
4. «A mio padre piacciono i romanzi gialli.»
Soluzione
A mio padre: complemento di termine (mio: attributo); i romanzi: soggetto; gialli: attributo del soggetto.
5. «Molti dei miei amici vanno a Roma in treno.»
Soluzione
Molti: soggetto; dei miei amici: complemento partitivo, non di specificazione (miei è attributo); vanno: predicato verbale; a Roma: complemento di moto a luogo, non di termine; in treno: complemento di mezzo.
Per controllare una frase, scrivila nell'analizzatore di questa pagina: vedrai se i gruppi con di e con a sono specificazioni, termini o altri complementi.