Il complemento oggetto (o complemento diretto) indica la persona, l'animale o la cosa su cui ricade direttamente l'azione espressa dal verbo. Risponde alle domande «chi?» o «che cosa?» rivolte al predicato e si lega al verbo senza preposizione. Si trova soltanto con i verbi transitivi in forma attiva: in «Marco legge un fumetto» il complemento oggetto è un fumetto (Marco legge che cosa? un fumetto).
Come si riconosce
Per trovare il complemento oggetto conviene fare tre controlli:
- Il verbo è transitivo e attivo? Verbi come mangiare, leggere, comprare, vedere, aiutare, chiamare, portare possono reggere un oggetto; verbi intransitivi come andare, arrivare, dormire, telefonare no.
- Il gruppo risponde a «chi?» o «che cosa?» ed è unito al verbo senza preposizione.
- La frase si può volgere al passivo? Se sì, il complemento oggetto diventa soggetto: «Il gatto ha graffiato la bambina» diventa «La bambina è stata graffiata dal gatto».
La prova del passivo è la più sicura, perché «chi? che cosa?» servono anche a trovare il soggetto.
Esempi di frasi con il complemento oggetto
- «Il postino consegna un pacco».
- «Ho incontrato Federica al mercato».
- «Chiudi la finestra, per favore».
- «La nonna prepara le lasagne ogni domenica».
- «Cercano te»: anche un pronome tonico può essere complemento oggetto.
- «Il film che abbiamo visto era lungo»: il pronome relativo che è complemento oggetto nella relativa (abbiamo visto che cosa? il film).
Il complemento oggetto partitivo
È l'unico caso in cui il complemento oggetto sembra avere una preposizione. In realtà del, dello, della, dei, degli, delle sono qui articoli partitivi e significano «un po' di» oppure «alcuni, alcune». La prova è semplice: se puoi sostituirli con queste espressioni, si tratta di un oggetto partitivo.
- «Ho comprato del pane» (un po' di pane).
- «Abbiamo raccolto delle more» (alcune more).
- «Ho conosciuto degli amici di Marco»: degli amici è oggetto partitivo, di Marco è complemento di specificazione.
Non va confuso con il complemento partitivo vero e proprio, che indica il tutto di cui si considera una parte («Alcuni di noi resteranno», cioè tra noi), né con il soggetto partitivo: in «Sono caduti dei rami» dei rami è soggetto, perché cadere è intransitivo.
Il complemento oggetto interno
Alcuni verbi intransitivi possono reggere un complemento oggetto che ha la stessa radice del verbo o un significato molto vicino. Si chiama complemento oggetto interno (in alcuni libri complemento dell'oggetto interno) ed è quasi sempre accompagnato da un attributo, che porta l'informazione nuova.
- «Mio nonno ha vissuto una vita avventurosa».
- «Il bambino dorme sonni tranquilli».
- «Quella sera pianse lacrime amare».
- «I soldati combatterono una battaglia durissima».
I pronomi atoni come complemento oggetto
Molto spesso il complemento oggetto è un pronome atono, messo prima del verbo o attaccato all'infinito e all'imperativo: mi, ti, lo, la, ci, vi, li, le, ne.
- «Lo vedo tutti i giorni» (vedo lui).
- «Chiamami stasera» (chiama me).
- «Il professore ci ha interrogati» (ha interrogato noi).
- «Vuoi del pane? Grazie, ne prendo volentieri»: ne sostituisce l'oggetto partitivo (del pane).
Attenzione: mi, ti, ci, vi e le possono essere anche complementi di termine. Per capirlo, sostituisci il pronome con la forma tonica: «Mi chiama» vale «chiama me» (oggetto), «Mi telefona» vale «telefona a me» (termine). Così «Le ho viste» (oggetto) si distingue da «Le ho scritto» (a lei, termine). Gli, invece, non è mai complemento oggetto. In «Ne ho mangiati due» l'oggetto è due, mentre ne (di essi) è complemento partitivo.
Complemento oggetto o soggetto posposto?
Quando un nome segue il verbo, non è detto che sia l'oggetto. Il soggetto concorda con il verbo, l'oggetto no:
- «Hanno vinto i ragazzi della terza B»: soggetto (il verbo è plurale come i ragazzi).
- «La terza B ha vinto il torneo»: complemento oggetto.
- «Mi ha chiamato tua madre»: tua madre è soggetto, mi è complemento oggetto.
Verbi transitivi usati in modo assoluto
Un verbo transitivo può comparire senza oggetto: «Luca mangia», «Stasera leggo», «Mia sorella scrive bene». Si dice che è usato in modo assoluto: il verbo resta transitivo, ma nella frase non c'è complemento oggetto e non bisogna inventarlo. Alcuni verbi sono transitivi in un uso e intransitivi in un altro: «Abbiamo finito i compiti» (oggetto) ma «La lezione è finita» (nessun oggetto: la lezione è soggetto).
Errori frequenti
- Cercare un oggetto dopo un verbo intransitivo: in «Telefono a Luca» a Luca è complemento di termine.
- Scambiare l'oggetto partitivo per un complemento di specificazione: in «Ho mangiato dei biscotti» non c'è nessun nome da specificare, e dei vale «alcuni».
- Analizzare gli come oggetto: «Gli ho parlato» significa «ho parlato a lui».
- Prendere per oggetto il soggetto posposto, soprattutto con verbi come piacere: in «Mi piacciono le fragole» le fragole è soggetto.
Esercizio: trova il complemento oggetto
1. «Paola ha comprato delle pesche al mercato.»
Soluzione
delle pesche: complemento oggetto partitivo; Paola: soggetto; al mercato: complemento di stato in luogo.
2. «Ti aspetto davanti alla scuola.»
Soluzione
Ti: complemento oggetto (aspetto te); (io): soggetto sottinteso; davanti alla scuola: complemento di stato in luogo.
3. «Gli ho regalato un libro.»
Soluzione
un libro: complemento oggetto; Gli: complemento di termine (a lui), non oggetto; (io): soggetto sottinteso.
4. «Mia zia ha vissuto una vita serena.»
Soluzione
una vita: complemento oggetto interno; serena: attributo del complemento oggetto; Mia zia: soggetto (Mia: attributo).
5. «Sono arrivate le tue amiche.»
Soluzione
Nessun complemento oggetto: le amiche è soggetto posposto, tue è attributo del soggetto e sono arrivate è predicato verbale di un verbo intransitivo.
Per controllare una frase, scrivila nell'analizzatore di questa pagina: vedrai subito se il gruppo che hai scelto è davvero il complemento oggetto o un soggetto posposto.