I complementi di luogo: dove, verso dove, da dove, per dove

I complementi di luogo indicano dove si trova qualcuno o qualcosa oppure dove si svolge un movimento. Sono quattro: stato in luogo (dove?), moto a luogo (verso dove?), moto da luogo (da dove?) e moto per luogo (per dove? attraverso dove?). Per distinguerli non basta la preposizione: bisogna guardare il verbo e chiedersi se indica uno stato o un movimento, e in che direzione.

Stato in luogo: dove?

Indica il luogo in cui si trova qualcuno o in cui avviene un fatto. Si accompagna a verbi come essere (nel senso di «trovarsi»), stare, abitare, vivere, restare, lavorare. Preposizioni e locuzioni: in, a, su, da (con nomi di persona), tra, sotto, sopra, dentro, davanti a, vicino a, presso.

  • «Abito a Bologna».
  • «I miei cugini vivono in Francia».
  • «Il gatto dorme sul divano».
  • «La chiave è sotto lo zerbino».
  • «Stasera ceniamo dai nonni».

Attenzione: si ha stato in luogo anche con un verbo di movimento, se il movimento avviene tutto dentro lo stesso luogo. In «I bambini corrono in cortile» i bambini non vanno verso il cortile: ci sono già.

Moto a luogo: verso dove?

Indica il luogo verso cui ci si muove. Verbi tipici: andare, venire, tornare, arrivare, entrare, salire, partire per. Preposizioni: a, in, da (con nomi di persona), su, per, verso, fino a.

  • «Domani andiamo al mare».
  • «Luca è salito sul treno».
  • «Devo andare dal dentista».
  • «Partiremo per la Spagna a luglio».
  • «Il corteo si dirige verso la piazza».

Moto da luogo: da dove?

Indica il luogo da cui ci si muove o ci si allontana. Verbi tipici: uscire, partire, tornare, venire, scendere, allontanarsi. Preposizioni: da e, in alcune espressioni, di.

  • «Il treno parte da Napoli».
  • «Sono appena tornata dalla palestra».
  • «È uscito di casa molto presto».

Moto per luogo: per dove? attraverso dove?

Indica il luogo attraverso cui si passa. Preposizioni e locuzioni: per, attraverso, da, lungo, in mezzo a.

  • «Per arrivare a Roma siamo passati per Firenze».
  • «I ladri sono entrati dalla finestra».
  • «Abbiamo camminato lungo il fiume».
  • «Il sentiero sale attraverso il bosco».

Come vedi, da può introdurre tutti e quattro i complementi: «Sono dal medico» (stato), «Vado dal medico» (moto a luogo), «Esco dal medico» (moto da luogo), «Passo dal centro» (moto per luogo).

Il luogo figurato

Gli stessi complementi possono indicare un luogo non fisico: un ambiente, una situazione, un testo. In questo caso si aggiunge l'aggettivo figurato.

  • «Ho letto la notizia sul giornale»: stato in luogo figurato.
  • «Mio zio è entrato in politica»: moto a luogo figurato.
  • «L'azienda è uscita dalla crisi»: moto da luogo figurato.
  • «Siamo passati per momenti difficili»: moto per luogo figurato.

Avverbi e particelle di luogo

Il luogo si esprime spesso con un avverbio: qui, qua, lì, là, sopra, sotto, dentro, fuori, ovunque. Anche le particelle ci e vi (in quel luogo) e ne (da quel luogo) hanno valore di luogo:

  • «Resta qui»: stato in luogo.
  • «A Torino? Ci abito da tre anni»: stato in luogo.
  • «In piscina ci vado il martedì»: moto a luogo.
  • «Dal negozio? Ne sono appena uscito»: moto da luogo.

Alcuni libri analizzano questi avverbi come complementi di luogo, altri li segnano semplicemente come avverbi. Attenzione a non confondere il ci di luogo con il pronome: in «Ci hanno visti» ci significa «noi» ed è complemento oggetto.

Errori con «in» e «a»

La stessa preposizione serve per lo stato e per il moto: «Sono a Roma» (stato) e «Vado a Roma» (moto a luogo), «Vivo in Spagna» e «Vado in Spagna». A decidere il complemento è il verbo. Per scegliere la preposizione giusta valgono queste regole d'uso:

  • con i nomi di città e di piccole isole si usa a: «a Milano», «a Capri», «all'Elba»;
  • con nazioni, regioni e grandi isole si usa in: «in Germania», «in Toscana», «in Sicilia»;
  • con molti nomi comuni l'uso è fisso: «a scuola», «a casa», «a teatro», ma «in biblioteca», «in palestra», «in ufficio»;

Errori frequenti

  • Vedere un moto a luogo in «I bambini giocano in giardino»: è stato in luogo.
  • Leggere «Vado da Luca» come moto da luogo: è moto a luogo, perché il movimento è diretto verso Luca.
  • Dimenticare il moto per luogo con da: in «Il gatto è entrato dalla finestra» la finestra è il passaggio, non il punto di partenza.

Esercizio: riconosci i complementi di luogo

1. «Stasera restiamo a casa.»

Soluzione

a casa: complemento di stato in luogo; (noi): soggetto sottinteso; Stasera: complemento di tempo determinato.

2. «I ragazzi sono partiti per Londra.»

Soluzione

per Londra: complemento di moto a luogo (con partire, per indica la destinazione); I ragazzi: soggetto; sono partiti: predicato verbale.

3. «Mia sorella torna dall'università alle sei.»

Soluzione

dall'università: complemento di moto da luogo; Mia sorella: soggetto (Mia: attributo); alle sei: complemento di tempo determinato.

4. «Il gatto è entrato dalla porta della cucina.»

Soluzione

dalla porta: complemento di moto per luogo; della cucina: complemento di specificazione; Il gatto: soggetto.

5. «Al parco? Ci andiamo domani.»

Soluzione

Ci: complemento di moto a luogo (vale «lì», cioè al parco); (noi): soggetto sottinteso; domani: complemento di tempo determinato (o avverbio di tempo, secondo il libro).

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Domande frequenti

Come si distingue lo stato in luogo dal moto a luogo?

Guarda il verbo: se indica che qualcuno si trova in un posto (essere, stare, abitare) è stato in luogo; se indica un movimento verso un posto (andare, venire, entrare) è moto a luogo. La preposizione può essere la stessa: «Sono a Roma», «Vado a Roma».

«Passare da Milano» è moto da luogo o moto per luogo?

È moto per luogo: Milano è un punto di passaggio, non il luogo di partenza. Si ha moto da luogo quando ci si allontana da un posto, come in «Partiamo da Milano».

Che cos'è il complemento di luogo figurato?

È un complemento di luogo che non indica un posto fisico ma un ambiente, una situazione o un testo, come in «È entrato in politica» o «L'ho letto sul giornale». Si classifica come stato, moto a, da o per luogo, aggiungendo «figurato».

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